AI Search · Studio pubblicato il 13 ottobre 2026
Un potenziale cliente chiede a un assistente AI quali fornitori valutare. La risposta può nominare un’azienda e rimandare a una fonte esterna. Oppure può usare una pagina del suo sito senza suggerire quell’azienda come fornitore. Sono due situazioni da distinguere quando si decide dove investire in contenuti e visibilità.
Cosa emerge dallo studio Semrush
Il 13 ottobre 2026 Semrush ha presentato la nuova edizione dell’AI Visibility Index. L’analisi copre gennaio–luglio 2026, USA e Regno Unito, 22 categorie e quattro ambienti: ChatGPT, Gemini, AI Mode e AI Overviews. I set mensili fissi comprendono 2,5 milioni di prompt UK e 25 milioni USA; per AI Overviews il dataset è variabile e basato su keyword reali.
In media tra categorie e piattaforme, in ogni mese e in entrambi i mercati, meno della metà dei primi 100 marchi menzionati compare anche tra i primi 100 domini citati. Si tratta dell’incrocio tra classifiche: non della percentuale di risposte che nominano un marchio senza linkarlo.
Il perimetro non comprende l’Italia. Questi dati descrivono il campione osservato e non dimostrano quali interventi causino più citazioni, traffico o vendite. La pagina del report presenta il confronto tra mercati; l’intero dataset non è stato riesaminato indipendentemente per questo articolo.
Tre domande da separare nel report aziendale
Per tradurre lo spunto in un controllo operativo, conviene trattare tre domande in modo distinto:
| Domanda | Cosa registrare | Decisione che può aiutare |
|---|---|---|
| Il marchio compare? | Nome riconosciuto e contesto della menzione: positivo, neutro, critico o ambiguo. | Verificare se l’azienda è associata ai servizi e alle caratteristiche corrette. |
| Il sito è tra le fonti? | Dominio, URL e punto della risposta al quale la fonte è collegata. | Individuare pagine utili da mantenere, approfondire o correggere. |
| Arrivano risultati commerciali? | Visite e conversioni attribuibili dove misurabili, qualità dei contatti e riscontri commerciali. | Valutare il contributo agli obiettivi economici. |
Una citazione va verificata anche nel merito: la pagina collegata sostiene davvero l’affermazione? Per il controllo qualità proposto qui, un link poco pertinente va registrato separatamente da un riferimento coerente. Allo stesso modo, una menzione dentro un elenco non equivale necessariamente a una raccomandazione.
Come impostare una misurazione ripetibile
Un monitoraggio utile dovrebbe partire dalle domande dei clienti. Per un’azienda B2B si possono scegliere gruppi di richieste su selezione dei fornitori, confronto tra soluzioni, requisiti tecnici e copertura geografica. Le domande che nominano già il brand vanno separate da quelle che chiedono una soluzione senza indicare un’azienda.
Per ogni osservazione propongo di conservare:
- Testo esatto della domanda, lingua e mercato di riferimento.
- Data, piattaforma, modalità e versione del modello, quando visibile.
- Condizioni di accesso osservabili e presenza di contesto precedente nella conversazione.
- Risposta integrale, marchi riconosciuti, domini e URL citati.
- Errori, risposte mancanti e criteri usati per classificare i risultati.
Per confrontare due rilevazioni, mantieni il gruppo di domande e documenta le variazioni delle condizioni. Prevedi più osservazioni per domanda; non scegliere soltanto le risposte favorevoli. Se utilizzi un’API per un test e un’interfaccia utente per un altro, conserva i due insiemi separati finché non hai verificato la confrontabilità.
Definire il denominatore prima delle percentuali
Una possibile convenzione interna è calcolare la quota di menzione come risposte valide con il marchio diviso risposte valide analizzate. Per la quota di citazione del sito, il numeratore diventa il numero di risposte valide che citano almeno una sua pagina. Una risposta con tre link allo stesso dominio conta una volta in questa seconda misura.
È una proposta di misurazione per l’azienda, non la formula delle classifiche Semrush. Nel report vanno esposti anche numerosità, distribuzione per intento e risposte non ottenute. Se interessa contare i singoli link, serve un indicatore distinto e nominato chiaramente.
Come scegliere l’intervento successivo
La tabella seguente è uno schema diagnostico da validare sui casi osservati, non una previsione dell’effetto delle modifiche.
| Situazione osservata | Verifica da fare |
|---|---|
| Marchio presente, sito assente dalle fonti | Leggere le fonti esterne usate e confrontarle con le pagine aziendali pertinenti. |
| Sito citato, marchio poco riconoscibile nella risposta | Controllare a quale domanda risponde la pagina e se l’obiettivo del contenuto è informativo o commerciale. |
| Entrambi presenti | Verificare accuratezza, aggiornamento e possibili percorsi verso una richiesta utile. |
| Entrambi assenti | Rivedere prima pertinenza delle domande, copertura dei contenuti e accessibilità delle pagine. |
Per esempio, un produttore potrebbe essere citato per una tabella tecnica, ma assente dalle risposte sulle aziende che installano il prodotto. Prima di riscrivere la pagina, dovrebbe verificare se offre davvero quel servizio. La diagnosi parte dall’offerta reale e dall’intento della domanda.
Cosa chiedere prima di investire in un progetto GEO
Una proposta di lavoro dovrebbe indicare quali clienti e domande presidiare, come rilevare la situazione iniziale e quali interventi sottoporre a verifica. Per ogni attività conviene esplicitare problema osservato, evidenza, modifica proposta e controllo successivo.
Nel confronto con il consulente, chiedi un esempio di risposta annotata e il relativo percorso di analisi. Questo rende più semplice capire se il lavoro riguarda un’informazione errata sul marchio, una lacuna del sito o un’esigenza commerciale che il campione di domande non rappresenta.
Il punto di partenza è una rilevazione circoscritta al mercato in cui opera l’azienda, con indicatori leggibili separatamente e risultati commerciali valutati dove disponibili. Da lì si può scegliere un intervento preciso e verificare se merita altro investimento.
