Francesco IamurriSEO & DIGITAL STRATEGY

Risorse / Approfondimenti SEO

Spam update Google concluso: come decidere se e dove intervenire

Spam update Google settembre 2026: timeline dal 24 settembre all’8 ottobre 2026.

Lo spam update Google di settembre 2026 si è concluso l’8 ottobre. Il dashboard ufficiale conferma un rollout iniziato il 24 settembre, valido per tutti i paesi e tutte le lingue.

Per un’azienda, la fine dell’aggiornamento apre una fase di valutazione: capire se la presenza in ricerca è cambiata e quali conseguenze questo abbia su richieste, vendite e acquisizione di clienti. Intervenire subito su tutto il sito può consumare risorse senza risolvere la causa del problema.

La domanda da portare al team: che cosa abbiamo perso?

“Il traffico è sceso” è una descrizione troppo generica per decidere un investimento. Una diminuzione dei clic sulle pagine informative può avere un significato diverso da una perdita sulle schede prodotto o sulle pagine che generano contatti.

Preparerei una lettura su tre livelli: variazione della visibilità, variazione delle visite e variazione dei risultati commerciali. Il collegamento fra questi livelli va verificato. Un cambiamento nel sistema di tracciamento, per esempio, può alterare i dati delle conversioni senza dimostrare una perdita di presenza in Google.

Un esempio ipotetico: se gli articoli introduttivi perdono clic ma le richieste di preventivo restano stabili, la prima decisione può essere approfondire la qualità delle visite. Se il calo interessa le principali pagine di servizio e le richieste diminuiscono insieme, quelle URL diventano una priorità di analisi. Nessuno dei due casi identifica da solo la causa algoritmica.

La fine del rollout è un riferimento, non una diagnosi

Google descrive gli spam update come miglioramenti dei sistemi che rilevano pratiche contrarie alle policy. Nella guida ufficiale invita a controllare la conformità dei siti che registrano cambiamenti.

La sovrapposizione temporale aiuta a formulare un’ipotesi. Prima di considerarla confermata, ricostruirei le attività svolte nelle stesse settimane: migrazioni, modifiche ai template, pubblicazioni, redirect e interventi sui sistemi di misurazione. Il responsabile marketing dovrebbe chiedere una cronologia condivisa a chi segue contenuti, sviluppo e analytics.

Tre decisioni possibili dopo la prima analisi

Situazione verificata Decisione proposta Risultato da osservare
Problema tecnico o di misurazione identificato Correggere il difetto specifico e registrare la data Ripristino della funzione e stabilità dei dati
Calo concentrato su un gruppo di pagine strategiche Approfondire quel gruppo prima di estendere il lavoro Visibilità e risultati delle URL coinvolte
Segnale ancora incerto o periodo troppo breve Raccogliere altri dati con criteri di confronto stabili Persistenza o rientro della variazione

È una proposta di gestione del lavoro, non una procedura prescritta da Google. Al 10 ottobre, il periodo successivo alla conclusione è ancora breve: un report dovrebbe esplicitare questa limitazione.

Che cosa chiedere nel report SEO

Un report utile alla decisione dovrebbe indicare le URL coinvolte, la dimensione del cambiamento e la sua importanza commerciale. Per ogni causa proposta, chiederei l’evidenza disponibile e il controllo che potrebbe smentirla.

La documentazione Google sui cali di traffico suggerisce verifiche per pagine, query, paesi e dispositivi, includendo problemi tecnici e stagionalità. La media dell’intero sito non basta per scegliere quali attività finanziare.

Va inoltre controllato il rapporto Azioni manuali: un provvedimento manuale richiede un percorso distinto dalla valutazione di un cambiamento automatico.

Un budget collegato a problemi dimostrabili

Prima di autorizzare una revisione estesa, assegnerei a ogni intervento un obiettivo e una priorità. “Aggiornare cento articoli” è un volume di lavoro; “correggere una criticità verificata sulle pagine che generano richieste” descrive invece una ragione per sostenerne il costo.

Google avverte che il riconoscimento della conformità alle spam policy può richiedere mesi. Non è quindi corretto promettere un recupero entro una data uguale per tutti i siti.

Un audit SEO può trasformare le prime osservazioni in un elenco di problemi, verifiche e decisioni. Per l’azienda, il valore sta nel sapere dove intervenire e come valutare il lavoro svolto.

Cominciamo dal tuo progetto

Il tuo sito.
Il prossimo passo.

Raccontami la situazione e il risultato che vuoi raggiungere. Partiamo da una breve call conoscitiva.

francesco@taoweb.it