Un piccolo caso di studio riapre la discussione sul valore della presenza nelle risposte AI di Google. Cyrus Shepard riferisce che, dopo aver escluso un sito dalle funzionalità AI, sono diminuiti anche i clic organici tradizionali. La sua ipotesi è che comparire in più punti della pagina dei risultati possa rafforzare la fiducia e favorire il clic.
È una domanda utile per chi gestisce un sito aziendale. Le informazioni pubbliche, però, non bastano a stabilire la causa del calo. Per valutare il caso bisogna distinguere la modifica applicata, il dato osservato e la spiegazione proposta.
Che cosa ha riferito Cyrus Shepard
Nel post originale su LinkedIn, Shepard descrive tre risultati: impressioni AI azzerate dopo l’esclusione, un CTR AI stimato intorno allo 0,9% attraverso il confronto dei clic complessivi prima e dopo, e una diminuzione anche dei clic organici tradizionali. L’autore definisce esplicitamente piccolo il caso e invita a verificare i propri dati.
Search Engine Land ne ha scritto il 29 ottobre 2026. Questa è la data della copertura giornalistica: non conosciamo le date effettive dell’esperimento, la sua durata, il volume di traffico, l’entità del calo organico ; successivi chiarimenti sul metodo sono riportati nell’aggiornamento seguente.
Il caso riguarda le funzionalità AI della Ricerca Google. Non permette di estendere le conclusioni a ChatGPT, Perplexity o ad altri ambienti.
Aggiornamento del 31 ottobre 2026: i chiarimenti sul confronto prima, durante e dopo
Nel resoconto pubblicato il 30 ottobre da Barry Schwartz, l’esclusione viene attribuita ai controlli dedicati all’AI generativa nella Ricerca. Il giornalista riporta inoltre chiarimenti ricevuti da Shepard: le AI Overviews erano presenti nelle SERP prima, durante e dopo il test; era il sito a comparire nelle risposte prima e dopo, ma non durante l’esclusione.
Schwartz riferisce anche che le impressioni AI rappresentavano circa l’8% delle impressioni totali. La posizione media complessiva sarebbe migliorata, mentre sulle singole URL con maggiore visibilità AI sarebbe stata osservata una flessione, seguita da una risalita alla riattivazione. Sono informazioni attribuite all’autore attraverso il resoconto del giornalista, non verifiche indipendenti sui dati grezzi.
Il confronto riguarda quindi la partecipazione del sito alle risposte, non SERP prive di AI Overviews. Il CTR dello 0,9% resta una stima indiretta: la descrizione pubblicata del calcolo non fornisce una procedura completa e replicabile. Restano da conoscere date, durata, numerosità del campione, configurazione dettagliata e dimensione del calo organico.
Questi chiarimenti precisano il contesto, ma non isolano la causa del calo né dimostrano l’ipotizzato effetto di fiducia.
Il metodo di esclusione cambia l’interpretazione
La domanda tecnica decisiva è quale intervento sia stato applicato. Il resoconto di Schwartz indica i controlli dedicati alla Ricerca generativa; manca ancora una documentazione completa della configurazione. Nel 2026 le opzioni disponibili hanno effetti differenti.
La guida attuale di Search Console documenta un controllo dedicato all’AI generativa nella Ricerca, disponibile globalmente dal 31 agosto 2026, quindi anche per i siti italiani. Consente di gestire l’inclusione di link e contenuti nelle funzionalità interessate. Google dichiara che questo controllo non viene usato come segnale di ranking o inclusione nelle altre parti della Ricerca. Sono indicazioni generali di prodotto, non una risposta di Google al caso Shepard.
| Intervento | Che cosa controlla | Perché conta nell’analisi |
|---|---|---|
| Controllo AI in Search Console | Partecipazione alle funzionalità generative coperte dal controllo. | Permette di studiare l’esclusione AI senza dover eliminare gli snippet tradizionali; va verificato il perimetro della proprietà e l’eventuale ereditarietà. |
nosnippet o max-snippet:0 |
Anteprime testuali nei risultati e impiego diretto dei contenuti in AI Overviews e AI Mode. | Modifica anche la presentazione del risultato tradizionale: l’assenza dello snippet diventerebbe una spiegazione alternativa da valutare. |
noindex |
Esclusione della pagina dai risultati di ricerca. | Non isola il valore della presenza AI, perché interviene sulla visibilità della pagina nella Ricerca. |
| Google-Extended | Usi dei contenuti per addestramento e grounding nei prodotti specificati da Google. | Non equivale al controllo di inclusione in AI Overviews e AI Mode. |
Le differenze sono descritte nelle specifiche ufficiali dei controlli robots e snippet e nella documentazione di Google-Extended. La presenza di più strumenti rende ancora più importante conoscere quello effettivamente usato nel test.
L’effetto di riconoscibilità resta un’ipotesi
Shepard propone un possibile “Search SERP Halo Effect”: vedere lo stesso marchio nella risposta AI e nei risultati tradizionali potrebbe rendere più probabile un clic su uno di questi punti di contatto.
Per verificare questa spiegazione servirebbe osservare utenti o gruppi di utenti esposti a condizioni confrontabili. Un confronto temporale sullo stesso sito non separa automaticamente la riconoscibilità del marchio dai cambiamenti nelle query, dalla domanda o dalla concorrenza.
Restano spiegazioni alternative da valutare, come una diversa composizione delle ricerche o variazioni indipendenti dei posizionamenti. Un cambiamento degli snippet tradizionali sarebbe invece rilevante se l’esclusione fosse stata attuata con nosnippet: non va attribuito al test sulla base dei chiarimenti disponibili. Mancano dati sufficienti per isolare i diversi effetti.
Non emerge quindi una prova di penalizzazione per chi si esclude. La dichiarazione di Google sull’assenza di un effetto diretto del controllo sul ranking e l’ipotesi di un effetto indiretto sul comportamento degli utenti riguardano, inoltre, due meccanismi diversi.
Perché lo 0,9% non è un benchmark da usare nei preventivi
Il CTR citato da Shepard è una stima ricavata dal confronto prima/dopo. Non è presentato come una misurazione diretta e isolata di tutti i clic sulle risposte AI. Se nello stesso periodo cambiano anche i clic tradizionali, attribuire tutta la differenza alla componente AI richiede assunzioni che devono essere esplicitate.
Il report ufficiale sul rendimento dell’AI generativa nella Ricerca documenta le impressioni per AI Overviews e AI Mode, con dimensioni come pagine, paesi e dispositivi. La guida consultata non descrive un dato di CTR AI direttamente disponibile. Precisa inoltre che il report potrebbe non apparire quando le impressioni sono insufficienti.
Per un’azienda, questo significa evitare di trasformare lo 0,9% in una previsione di visite o fatturato. Prima di impiegarlo in una valutazione economica servirebbero il campione, la formula del calcolo e una stima dell’incertezza.
Come impostare una verifica sul proprio sito
La seguente è una proposta operativa, non la ricostruzione dell’esperimento di Shepard. Prima di intervenire, definire la domanda: si vuole misurare il traffico perso, il valore commerciale delle visite o un possibile effetto di riconoscibilità?
- Registrare configurazione e perimetro. Conservare impostazione iniziale, proprietà coinvolte, eventuale ereditarietà e orario della modifica. Separare il momento del comando da quello in cui l’esclusione diventa osservabile.
- Stabilire in anticipo misure e durata. Annotare impressioni AI, clic complessivi, andamento delle query rilevanti, contatti qualificati e acquisti. Una durata fissa, da sola, non rende sufficiente un campione con pochi eventi.
- Mantenere condizioni confrontabili. Controllare giorni della settimana, paesi, dispositivi, pagine e ricerche di marchio. Registrare campagne, promozioni, modifiche tecniche e variazioni stagionali che potrebbero alterare il confronto.
- Usare un confronto di controllo quando possibile. Un insieme di pagine o una proprietà comparabile può aiutare a contestualizzare l’andamento. Se non esiste un confronto credibile, qualificare il risultato come esplorativo.
- Valutare il costo commerciale. Concordare una soglia di interruzione e un piano di ripristino. Per un sito che dipende da poche richieste di preventivo, il costo dell’esperimento può superare il valore dell’informazione ottenuta.
Non calcolare i clic tradizionali sottraendo impressioni AI dai clic totali: sono unità diverse. Anche un grafico delle impressioni AI azzerate, da solo, non quantifica visite o vendite perdute.
Che cosa conviene fare adesso alle aziende
Il caso rende utile un controllo delle impostazioni e della misurazione, ma non giustifica una modifica generalizzata del sito. Una scelta sull’esclusione può rispondere a obiettivi editoriali o commerciali specifici; per valutarne il costo occorre però una base di dati propria.
Per il responsabile marketing, il prossimo passo concreto è chiedere un quadro che colleghi presenza nelle risposte, visite effettive e risultati commerciali, indicando quali passaggi sono misurati e quali stimati. Per il SEO, è documentare la configurazione prima di attribuire a un cambiamento AI qualsiasi variazione organica.
Il test di Shepard offre una domanda da approfondire, non una regola da applicare. Finché mancano una metodologia completa e dati sufficienti, l’effetto sui clic tradizionali resta un’osservazione attribuita e la spiegazione della fiducia una possibilità da verificare.
